“Il bimbo girò lentamente su se stesso e si avviò verso casa. Incamminandosi, sentiva ancora l’eco del treno, del nero che cantava, l’eco delle sue parole gioiose: “Toorno a caasaa, proprio a caasaa mia!” Poi si riscosse, e vicino a un nespolo si mise a prendere a calci i frutti marci e giallastri. Fece quel suo sorriso alla Macauley - quel sorriso gentile, saggio, un pò enigmatico che dava il buongiorno a tutto.
Quando svoltò l’angolo e vide casa Macauley, Ulysses cominciò a saltellare, battendo i piedi in volo. Questo lo fece inciampare e poi cadere, ma un istante dopo era di nuovo in marcia.
Sua madre era in cortile, gettava becchime ai polli. Aveva visto il figlio correre, saltellare, inciampare e volare per terra. Lui era arrivato tranquillo e sicuro, buttando un occhio al cesto delle uova di gallina accanto a lei. Si fermò un istante, poi prese un uovo e lo porse a sua madre con cura estrema. Voleva esprimerle qualcosa che un adulto non saprebbe immaginare e un bambino non saprebbe descrivere.”
— La commedia umana —- di William Saroyan